Condannata Cervellione FIE: diffama Pesce AICE

Depositata la motivazione della condanna per diffamazione dell'avvocatessa Rosa Cervellione, presidente della FIE,  per aver offeso la reputazione del dottor Giovanni Battista Pesce, presidente AICE.

 

Su suggerimento del socio LICE dottor Antonino Romeo definiva il dottor Giovanni Battista Pesce "... personalità disturbata di un soggetto verso il quale non si possono provare che sentimenti di umana compassione".

Fatto correlato alle denunce penali che, senza alcuna verifica con l'interessato, portò la LICE all'interruzione dei rapporti con AICE, solidarizzando e dando credito al "sentirsi offesi" dei soci LICE dottor Oriano Mecarelli, dottor Antonino Romeo, presidente FIE Rosa Cervellione e la stessa FIE.

Ora l'attuale presidenza LICE tende a negare, pur a fronte di concrete evidenze, che tali vicende abbiano determinato esiti associativi e, a fronte dei risultati giudiziari, contrastanti le decisione assunte verso AICE e più volte riconfermate dalla scorsa presidenza LICE, vorrebbe limitate a fatti personali non coinvolgenti il livello associativo di LICE.

Delle 4 denunce penali presentate dai medici Oriano Mecarelli, Antonino Romeo, dalla avvocatessa Rosa Cervellione e dalla stessa FIE che presiede, contro il dottor Giovanni Battista Pesce, presidente AICE, pende solo l'appello presentato dall'ex presidente LICE Oriano Mecarelli, che come gli altri "... si ritenne offeso ..." da comunicato AICE sull'affossamento della PdL 2060 nel 2011 e, senza neppur minima verifica e confronto, sostenuti dall'allora presidente LICE Roberto Michelucci, che interruppe i rapporti con AICE

Il pari appello presentato dall'avvocatessa Rosa Cervellione e medico Antonino Romeo ha sortito loro condanna al pagamento delle spese processuali e confermata assoluzione del dottor Giovanni Battista Pesce "perchè il fatto non sussiste".

Il 12.07.2022 s'è aggiunta nuova condanna penale per la presidente FIE avvocatessa Rosa Cervellione per aver diffamato pubblicamente il presidente AICE dottor Giovanni Battista Pesce con il seguente dispositivo di condanna:

Una vicenda che offre un pessimo esempio di relazioni tra mondo professionale e laico, se possibile ancora peggio considerando che, pur essendo AICE full Member dell'ILAE e la LICE full member della consorella ILAE, questa invece di confrontarsi per le vie dirette ed ordinarie, sceglie la via giudiziaria su presunta lesa maestà

Una occasione per quanti solidarizzarono con i "... colleghi che si sono sentiti denigrati..." senza attivare alcun contatto diretto e/o verifica del testo del comunicato con AICE, di riflettere su quanto posto in essere per "forma e contenuti" nella relazione con soggetto laico franco e di parola.Di constatare il danno inutilmente e superficialmente generato da una infondata "solidarietà corporativa".

 

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