Buccolam per le crisi febbrili

DISPONIBILE ORA, nonostante i primi pareri sfavorevoli dell'esperto AIFA, per interrompere le crisi epilettiche convulsive prolungate in persone con epilessia dai 3 mesi ai 18 anni e oltre i 18 se già in terapia per dette crisi e per interrompere le crisi febbrili convulsive prolungate dai 3 anni. RIMANE ORA L'IMPEGNO AICE PER COMPRENDERE PERCHE' NON SIA PARIMENTI ESTESO PER LE CRISI FEBBRILI SOTTO I TRE ANNI E DI ESTENDERLO, come ora raccomandato dallo stesso esperto AIFA, ALLE PERSONE CON EPILESSIA CHE MANIFESTINO SOLO IN ETA' ADULTA CRISI CONVULSIVE PROLUNGATE... si pensi solo alle persone obbligate alla carrozzina!!!???!!!

Continua l'impegno AICE su...

Buccolam esteso, su richiesta L648/96, a crisi febbrili dai 3 anni

Estesa, ai sensi della L. 648/96, l'erogabilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale del farmaco Buccolam per le persone in età evolutiva con crisi febbrili convulsive prolungate dopo i 3 anni.

Lo comunica AIFA ad AICE con nota del 25/11/2014 rendendo nota la propria Determinazione n. 1316 del 7/11/2014  (GU n.271 del 21-11-2014).

UN IMPORTANTE TERZO PASSO AVANTI: A fronte di una prima prescrizione AIFA limitata, sino ai 18 anni, al solo "trattamento acuto delle crisi nelle epilessie dell’età pediatrica con elevato rischio di occorrenza di crisi prolungate (durata maggiore di 5 minuti) o di stato di male epilettico - Forme idiopatiche Sindrome di Dravet, Sindrome di Panayiotopoulos ed al trattamento acuto delle crisi nelle altre epilessie dell’età pediatrica, dopo un precedente episodio di crisi prolungata (durata maggiore di 5 minuti) o di stato di male epilettico - Forme idiopaticheForme sintomatiche a varia eziologia" su richiesta AICE, AIFA ha poi riconosciuta l'estensione dell'indicazione al trattamento di crisi convulsive acute prolungate in persone con epilessia ≥ 18 anni, già sottoposti a terapia in età pediatrica (Determina n. 57 del 9/06/2014 (GU n.139 del 18-6-2014) e, sucessivamente e sempre su richiesta AICE, ora riconosciuta per le persone in età evolutiva con crisi febbrili convulsive prolungate dopo i 3 anni.

Grazie a costante richiesta ed impegno AICE ora, per interrompere le crisi (febbrili-epilettiche) convulsive acute prolungate disponiamo di farmaco a somministrazione orale. Sino ad oggi eravamo, come famiglie o assistenti non sanitari, costretti a somministrare farmaco, per la via rettale. Grazie a tale farmaco (diazepam, prima Stesolid, poi Micronoan, poi Micropam) potevamo sì interrompere dette crisi ma grandi erano le criticità in caso di somministrazione in pubblico e/o da parte di non familiari. LE FAMIGLIE NON AVEVANO ALCUNA SCELTA E GRANDI SONO STATE LE BATTAGLIE FATTE DA AICE PER GARANTIRE, IN SPECIE IN AMBIENTE PUBBLICO ED AD OPERA DI TERZI, LA SOMMINISTRAZIONE RETTALE DI TALI FARMACI. AICE, NEL 2005, ha conseguito per tutte le patologie le"Linee guida Ministeriali per la somministrazione dei farmaci in orario scolastico" ma tante sono ancora le criticità da superare. La somministrazione orale del midazolam-BUCCOLAM ci aiuta sicuramente in questa battaglia.

Una battaglia che dobbiamo vincere ancora sia per chi manifesta le crisi febbrili convulsive prolungate prima dei 3 anni (non comprendiamo perchè sia riconosciuto l'uso per le crisi epilettiche convulsive prolungate dall'età di 6 mesi e non parimenti, ma solo dai 3 anni, per quelle febbrili convulsive prolungate), sia per chi manifesta solo in età adulta le crisi epilettiche convulsive prolungate.

Se per quest'ultimi AIFA ci ha indicato di rivolgerci verso il farmaco midazolam/Hypnovel, le motivazioni addotte dall'esperto AIFA per dichiararsi, in un primo tempo, sfavorevole all'indicazione del farmaco per le crisi febbrili convulsive prolungate e poi, insistendo su presunta preferenza dei famigliari alla somministrazione rettale, sulla possibile confusione tra fase critica e postcritica, e sulla presenza di cianosi e trisma autorizzarlo dopo i 3 anni, quando tali condizioni sono possibili anche nelle crisi epilettiche convulsive e prolungate per cui il farmaco è invece autorizzato dall'età di 3 mesi in ospedale e dai 6 mesi da parte di personale non sanitario ed in ambiente extraospedaliero. Abbiamo richiesto ad AIFA spiegazioni in merito ma le risposte non ci hanno ancora convinto.

Stiamo studiando la letteratura scientifica, raccoglieremo pareri, ci confronteremo con famigliari e medici specialisti e, se permarranno i dubbi sulle motivazioni addotte per esprimere il parere sfavorevole, torneremo alla carica.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC27427/

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3948203/

 

 

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