Farmacoresistenza: scoperta proteina predittiva

Immagini dal lavoro scientifico

Comunicato dellIstituto Negri ed il lavoro scientifico coordinato dalla dott.sa AM Vezzani:

Studio dell’Istituto Mario Negri e dell’Università di Liverpool pubblicato sul Journal of Clinical Investigations

Individuata una proteina, corresponsabile della manifestazione dell’epilessia, che permette di predire lo sviluppo della malattia e la resistenza a trattamenti farmacologici

Milano, 16 Maggio 2017 - I risultati di uno studio, pubblicato sul Journal of Clinical Investigations, realizzato da ricercatori dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, in collaborazione con i colleghi della Università di Liverpool, evidenziano che una proteina con proprietà infiammatorie, chiamata HMGB1, è implicata nella generazione delle crisi epilettiche ed è un potenziale biomarcatore predittivo della risposta terapeutica ai farmaci e dell’evoluzione della malattia in soggetti a rischio.

            In questo lavoro la ricerca ha, infatti, dimostrato che i livelli della proteina HMGB1 sono aumentati nel sangue dei pazienti con crisi epilettiche farmacoresistenti rispetto a coloro che rispondono bene ai farmaci antiepilettici.

            “Circa il 30% delle persone affette da epilessia hanno crisi epilettiche che non sono controllate dai farmaci disponibili. Inoltre non esistono biomarcatori della malattia che possano predire lo sviluppo di epilessia in soggetti a rischio o la risposta terapeutica in pazienti alla prima diagnosi. - spiega Annamaria Vezzani, coordinatrice del team di ricerca dell’Istituto Mario Negri -. I livelli della proteina HMGB1 aumentano nel sangue prima che le crisi epilettiche si manifestino nei roditori e possono, dunque, predire con accuratezza quali animali esposti ad un fattore di rischio svilupperanno la malattia. In studi clinici paralleli, pazienti con nuova diagnosi di epilessia presentano un aumento della proteina nel sangue che è predittivo della comparsa di crisi farmacoresistenti”.

            “La convalida di questi risultati – conclude Annamaria Vezzani -, in studi clinici prospettici, permetterà di sviluppare un nuovo biomarcatore coinvolto nella malattia da utlizzare sia per scopi terapeutici, che prognostici”.

            Gli studi dell’Istituto Mario Negri sono stati finanziati da: European Union’s Seventh Framework Programme (EPITARGET; www.epitarget.eu) e da Citizen United for Research in Epilepsy (CURE; http://www.cureepilepsy.org), mentre l' Università di Liverpool ha ricevuto fondi da Medical Research Council (https://www.mrc.ac.uk)

https://www.jci.org/articles/view/92001

Per ulteriori informazioni:

Sergio Vicario  | cell. 348 98 95 170

Ufficio Stampa |  IRCCS Istituto di Ricerc

 

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