RICERCA: immunoproteasome

Ricerca AICE-FIRE del dottor Mishto pubblicata da Brain, Behavior, and Immunity.

Ci si augura che i promettenti risultati ottenuti utilizzando questa nuova molecola possano portare allo sviluppo di nuove terapie contro le forme farmacoresistenti dell'epilessia, condizione che opprime oltre il 40% dei casi. 
 
Abbiamo chiesto al dr. Michele Mishto di "tradurci" l'articolo scientifico con un testo divulgativo per le nostre famiglie che grazie alle loro donazione sostengono la ricerca per sconfiggere la farmaco resistenza nelle epilessia.
 

Quadro generale. Il proteasoma é una grande molecola che distrugge le proteine nella cellula. Una sorta di spazzino e poliziotto. Tiene pulite le strade della cellula e toglie da esse i personaggi che non devono piú circolare. Il proteasome è presente in varie isoforme. Una di queste è chiamata immunoproteasoma; è normalmente assente nel cervello e specifico per cellule coinvolte nel sistema immunitario. Recentemente abbiamo peró dimostrato come nei pazienti affetti da epilessia farmacoresistente l’immunoproteasoma venga espresso in varie cellule cerebrali (Mishto et al., BBRC 2011).

Risultati. Abbiamo quindi investigato il ruolo dell’immunoproteasoma nel modello animale del ratto ove l’epilessia è indotta da somministrazione di pilocarpina. Abbiamo misurato la formazione di crisi epilettiche in fettine ottenute dall’ippocampo di questi animali e dei relativi animali controllo. Bloccando l’attivitá dell’immunoproteasoma con un inibitore specifico - ottenuto grazie alla collaborazione con la società americana che per prima lo produsse - le crisi epilettiche sono soppresse o ritardate; tale effetto é molto piú marcato nei ratti epilettici, probabilmente a causa della maggiore espressione dell’immunoproteasoma che abbiamo osservato nei loro cervelli e che i nostri dati suggeriscono essere indotta dall’attivazione del recettore TLR-4, un'altra molecola recentemente alla ribalta nello studio dell’epilessia.

Applicazione. Il recente sviluppo di inibitori specifici dell’immunoproteasoma e il risultato di questa ricerca potrebbero aprire le porte allo sviluppo di un trattamento alternativo delle epilessie farmacoresistenti anche se ulteriori studi sono necessari al fine di verificarne la fattibilità sull’uomo e per identificarne i possibile effetti secondari.

Referenza:

Mishto M, Raza ML, de Biase D, Ravizza T, Vasuri F, Martucci M, Keller C, Bellavista E, Buchholz TJ, Kloetzel PM, Pession A, Vezzani A, Heinemann U. The immunoproteasome β5i subunit is a key contributor to ictogenesis in a rat model of chronic epilepsy. Brain Behav Immun. 2015 Jun 1. pii: S0889-1591(15)00149-X. doi: 10.1016/j.bbi.2015.05.007. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 26044087.

 

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