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Informazioni generali - Corteggiarsi tra farfalle

Argynnis paphia - maschio.
Argynnis paphia - maschio.

Argynnis paphia - ala, sezione con androconi.
Argynnis paphia
- ala, sezione con androconi.

Argynnis paphia - antenna, particolare.
Argynnis paphia
- antenna, particolare.

Argynnis paphia - corteggiamento.
Argynnis paphia - corteggiamento.
Pieris brassicae - femmina.
Pieris brassicae - femmina.

Pieris napi - accoppiamento.
Pieris napi - accoppiamento.
Argynnis paphia - corteggiamento.
Plebejus argus - accoppiamento.

Maniola jurtina - accoppiamento.
Maniola jurtina- accoppiamento.

Pieris edusa - accoppiamento.
Pieris edusa - accoppiamento.

Lysandra bellargus - accoppiamento
Lysandra bellargus - accoppiamento.

 



Assai più complesse sono le interazioni tra i sessi della stessa specie, tra cui intervengono veri e propri fenomeni di comunicazione: sono emessi cioè dei segnali – ottici, chimici, acustici – che modificano il comportamento dell’individuo che li riceve.

La comunicazione è di fondamentale importanza nell’incontro dei partner per la riproduzione.

Nei lepidotteri, i segnali devono poter essere ricevuti a distanza e nel contempo devono essere il più possibile esclusivi, in modo da evitare l’accoppiamento fra individui appartenenti a specie diverse.

In generale, si può dire che nelle farfalle e nelle falene si sono evolute due differenti strategie comportamentali per l’incontro dei sessi. Nelle prime, il maschio ricerca attivamente la compagna dando preminenza ai segnali visivi; segnali di tipo odoroso (chimico) intervengono solo in un secondo tempo, quando i partner si trovano a stretto contatto. A tale scopo nei maschi di
moltissime specie di farfalle esistono squame modificate a funzione ghiandolare, chiamate androconi o plumule. Sulle ali, gli androconi possono essere dispersi tra le altre squame, riuniti in ciuffi o protetti in particolari tasche e pieghe delle nervature.
Ma possono anche essere localizzati in altre parti del corpo, per esempio su antenne, zampe, addome, apparato genitale. In particolare, i maschi di molti satiridi (ad esempio, del genere Hipparchia) possiedono nella parte terminale dell’addome, in
prossimità delle armature genitali, delle squame odorose fortemente sclerotizzate, raggruppate a formare l’organo di Jullien. Il numero di tali squame varia da specie a specie, così da essere usato come utile carattere per il riconoscimento specifico.

In assenza di luce i segnali visivi perdono il significato: ecco perché nelle falene, attive prevalentemente nelle ore notturne, sono gli stimoli odorosi emessi dalla femmina a guidare il maschio nella ricerca della compagna. Tali stimoli sono dei veri e propri messaggeri chimici, detti feromoni sessuali. Queste sostanze, diverse per ogni specie, sono assai volatili e possono essere percepite dai recettori antennali del maschio anche a diversi chilometri di distanza. La sensibilità ai feromoni sessuali è davvero elevata: è stato calcolato, sulla base di dati elettrofisiologici, che una singola molecola di bombicolo può scatenare un impulso nervoso nel maschio di Bombyx mori - il baco da seta; e che per attivare il comportamento di ricerca della partner è sufficiente che le antenne del maschio siano in contatto con sole 1.000 molecole di feromone per millilitro d’aria.

Quantità davvero infinitesime che testimoniano quanto siano sensibili e fondamentali gli organi di senso posti sulle antenne. Queste ultime, infatti, portano un elevatissimo numero di sensilli, innervati dal sistema nervoso centrale, che sono sede di meccanorecettori per la percezione delle sensazioni tattili e di chemiorecettori atti a ricevere gli stimoli olfattivi, particolarmente numerosi nelle falene. Si può dire che le farfalle percepiscono gli odori con le antenne, tant’è che spesso, prima di cibarsene, il nettare dei fiori viene ‘assaggiato’ con un caratteristico tocco d’antenna.

Alcuni esempi possono chiarire quanto complessi e affascinanti possano essere i rituali di corteggiamento nelle farfalle.

In Argynnis paphia - il tabacco di Spagna, il maschio è attirato dal particolare cromatismo della femmina in movimento: sono le macchie nere sullo sfondo arancione della livrea lo stimolo scatenante il corteggiamento. Durante questo rituale, la femmina
vola in linea retta mentre il maschio ne interseca ripetutamente la traiettoria, avanzando con voli sinusoidali
. Se è recettiva, la femmina mostrerà la disponibilità all’accoppiamento posandosi e tenendo le ali completamente aperte.

A partner affiancati, inizia il vero e proprio riconoscimento (specifico e sessuale) nel quale, più che i colori, hanno importanza i segnali odorosi liberati dalle squame androconiali del maschio e percepiti dai sensilli antennali della femmina. Il corteggiamento
si conclude con la copula.

Un caso emblematico in cui si evidenzia l’importanza degli odori nel riconoscimento specifico e sessuale è ‘l’inchino’ che il maschio di Hipparchia semele - semele rivolge alla femmina durante il corteggiamento. Già Niko Tinbergen, il grande naturalista olandese, rimase affascinato dalla danza rituale di questo satiride: essa culmina in un abbraccio amoroso attraverso il quale le ali anteriori del maschio – proteso verso la compagna in un armonioso inchino – imprigionano le antenne della femmina, che vengono così portate a stretto contatto dei campi androconiali. È proprio in questo momento che i due sessi si riconoscono e si accettano pienamente.

Le cavolaie del genere Pieris compiono invece i cosiddetti ‘voli ascensionali’ con i quali viene saggiata la disponibilità della partner all’accoppiamento. Quando un maschio raggiunge una femmina, le due farfalle iniziano un volo ascensionale elicoidale,
velocissimo, che può raggiungere anche i 20 m di altezza dal suolo. Se la femmina è già stata fecondata, il maschio si lascia quasi cadere verticalmente, rinunciando all’obiettivo, mentre l’altra continua a compiere spirali in volo, abbassandosi più lentamente. Se è recettiva, il maschio continua il corteggiamento fino a che la femmina non accetti l’accoppiamento.

Per le cavolaie, come per tante altre specie, è particolarmente importante il segnale visivo percepito nella lunghezza d’onda dell’ultravioletto, invisibile all’occhio di un osservatore umano. Le farfalle, e gli insetti in generale, percepiscono una vasta gamma
cromatica: l’ambiente in cui vivono appare ai loro occhi con colori diversi rispetto a quelli percepiti da noi esseri umani.